In psicologia: processo intellettuale divergente rispetto al normale processo logico astratto.
Secondo J.P. Guilford, iniziatore degli studi sull’intelligenza creativa, sarebbe caratterizzata da 9 fattori principali: particolare sensibilità ai problemi, capacità di produrre idee, flessibilità di principi, originalità nell’ideare, capacità di sintesi, capacità di analisi, capacità di definire e strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze, ampiezza del settore ideativo, capacità di valutazione.
Al di là delle dimensioni propriamente individuali (indipendenza, fiducia in sé stessi e anticonformismo), altri fattori (relativi al processo, alla situazione, al tipo di prodotto) concorrono a determinare la struttura motivazionale di un individuo, facilitando od ostacolando il manifestarsi del suo potenziale creativo.
Il tema della creatività si collega, peraltro, alle classiche ricerche della Gestalttheorie, che illustrano modalità di soluzione di problemi non basate su strategie apprese in precedenza. Tale capacità risolutiva, che si manifesta spesso come una sorta di illuminazione improvvisa (insight), è alla base di una modalità di pensiero ‘produttiva’ che implica una ‘ristrutturazione del campo’ percettivo e cognitivo.
Un contributo particolare è offerto dagli studi nel campo della cosiddetta intelligenza artificiale. In questa prospettiva, P.N. Johnson-Laird ha descritto il processo creativo come un ‘algoritmo multistadio’ dove le idee sono generate sotto la spinta di criteri flessibili, che rimangono operativi anche nella fase di valutazione, consentendo il perfezionamento dei risultati iniziali.
Secondo J.R. Averill si richiede una creatività emozionale ogni volta che le persone sono chiamate ad apprendere, attivare e soprattutto trasformare le proprie emozioni per crearne di nuove.